domenica 6 giugno 2010

PENSIERO ESTEMPORANEO NUMERO DUE: ESTEMPORANEO ANDANTE.


Pochi lo sanno.
Quasi una croce bianca con dell’oro al centro, a metà tra un ricordo vaticano e uno stemma medioevale, bianco e oro su campo verde.
Per l’uomo la rucola è una memoria alimentare, è un sapore: “ti piace la rucola?”.
Non ha nessun valore estetico.
Ha seguito un po’ la strada del pomodoro che ha cominciato il suo viaggio in Europa come pianta ornamentale ed ha finito col diventarne un piatto.
Per sé stessa, per la natura, per dio, invece, la rucola è una pianta che ha lo scopo di fare bellissimi e delicatissimi fiori bianchi, languide croci con dell’oro al centro.
La rucola ha uno scopo che l’uomo le nega, l’uomo che anzi la reputa tanto più inutile quanto più è vicina al suo scopo.
Più è vicina a fare i fiori, più è inutile.
È strappata dalle sue radici, poco prima dei fiori. Non è crudele?
È la vita.
È il dominio di chi si muove su chi sta fermo, vogliamo chiamarla evoluzione?
Stranamente la rucola con i fiori per noi diventa qualcosa che non è la vera rucola, ne è quasi una sua deformazione.
È rucola andata a male.

Nessun commento: