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“Così le ho detto Marco, è stato un momento magnifico…Lei mi ha guardato e ha detto semplicemente : “era ora…”, è stato il momento più bello della mia vita”
“Luigi non dovresti farlo…”
“E perché non dovrei? Io l’amo e per me è vita, mi piace tutto di lei: la sua mente, i suoi pensieri, il suo modo di giocare, la sua intelligenza, la sua ironia… pensa, sabato sera siamo andati a teatro a vedere il Macbeth, davanti a noi c’era una signora con un cappello improponibile che aveva un’enorme piuma…Marta si è avvicinata all’uomo che l’accompagnava, penso il marito, e le ha detto: “Senta, gli animali non possono entrare”, poi si è girata verso la signora e ha fatto finta di rimanere sorpresa nel vedere che era donna, si è per giunta scusata dicendo che l’aveva scambiata per uno struzzo! Capisci, uno struzzo… incredibile, stavo morendo dal ridere…”
“Sei stanco, vero?”
“Di quale stanchezza parli? Io mi sento forte… mi fa sentire vivo… con lei è diverso rispetto alle altre…la settimana scorsa lo abbiamo fatto in un letto di petali… mi sono fermato dal fioraio, quello vicino casa, il De Girolamo, gli ho chiesto delle rose, due bianche, due rose, due rosse e due blu, mi fa : “gliele incarto?”, “no, non serve”; infatti appena me le ha date ho strappato i petali e li ho messi in una busta, lui a momenti piangeva…poi a casa li ho sparsi nel letto…puoi immaginare la sua sorpresa quando siamo andati a dormire e ha visto…le brillavano gli occhi e si è anche un po’ commossa… che belli i suoi occhi, io le dico sempre che sono un miracolo della natura!”
“Luigi, dovresti cercare, forse, di distrarti…”
“Marco, è lei la mia distrazione…lei mi distrae da questa vita atrofizzata… sempre uguale a se stessa, senza sussulti,monotona, piatta… ma che fa male come olio bollente sulla pelle… che ti consuma fuori e dentro, che ti deturpa anche lo sguardo, perché la vita ti cambia e ti cambia sempre in peggio…Lei mi distrae da questa vita che ti tira merda in faccia e non ti chiede neanche scusa… dalle coltellate alle spalle che feriscono l’anima e la fanno sanguinare lasciandola moribonda non avendo pietà nemmeno del suo grido d’aiuto!”
“Non hai mai pensato di andare da un dottore, da uno psicologo che possa aiutarti, magari farti cambiare il modo di vedere le cose?”
“Gli psicologi non fanno per me….stanno lì che ti guardano come se fossi un cretino o nelle migliori delle ipotesi con un sarcastico biasimo che viene il nervoso solo a pensarci! Capaci di dire solo che quello che pensi è sbagliato, ma non sanno dirti cosa è giusto pensare! Che non sanno dare risposte perché ognuno ne ha una personale, salvo che quando pensi di aver trovato una soluzione inesorabilmente non è mai quella giusta! E se dopo tre anni sei sempre allo stesso punto, vuoi sapere di chi è la colpa? La tua naturalmente che non ti impegni per migliorare…”
“Luigi, devi fare qualcosa…ti rendi conto che hai bisogno d’aiuto?! Marta è morta da 5 mesi e tu continui a parlarne come se fosse viva, ti inventi cose fatte insieme a lei, parole che ti ha detto, oggi mi dici che addirittura vuoi sposarla! Non è normale, devi risollevarti, stai impazzendo, capisci?!”
“E pazzia sia,Marco…pazzia sia…lei era la mia rivincita sul mondo…e mi è stata portata via… poteva andare tutto male, ma avevo lei…l’unica persona di cui avevo bisogno… Sai,non mi succede spesso, ma a volte sento la sua voce, mi dice che mi vuole bene… a volte la vedo mentre prepara il tè o mentre disegna cercando di imitare Munch… non andrò mai da uno psichiatra che mi darà antidepressivi o antipsicotici che potrebbero portarmela via una seconda volta… la vita con lei era diventata bella e nei momenti in cui c’è, in cui sento la sua mano appoggiarsi sul cuore diventa di nuovo meravigliosa… per me c’è solo una semplice cosa da fare, vivere la mia pazzia, perché vivendola posso sopravvivere e posso desiderare il domani, posso svegliarmi di nuovo felice la mattina perché so che nell’arco della giornata Marta sarà con me… Io voglio questo, questa è la mia normalità e pensare a qualcosa di diverso è solo pura follia…”
Pubblico un racconto di neuroneuno che potete ammirare anche nella foto.

1 commento:
è un racconto che mi ha ricordato quel tipo di amore che legava il corvo a sheryl. so che significa incontrare quell'amore e perderlo. e so anche che se riesci a non morire hai l'opportunità di diventare immortale.
deb
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