sabato 12 giugno 2010

PENSIERO ESTEMPORANEO NUMERO QUATTRO: ESTEMPORANEO RONDO’.


Nel 203 veniva uccisa una giovane donna cristiana di nome Perpetua, una martire.
Si racconta.
Avrebbe lasciato un diario del proprio martirio.
Avrebbe.
Diligentemente raccolto da un anonimo redattore, ma andiamo al punto.
Il nostro anonimo senza troppa fatica fa del martirio una prova inconfutabile della potenza dello spirito santo, e perché?
Perché solo lo spirito santo avrebbe potuto infondere tanta forza d’animo in una semplice donna così da farle affrontare con serenità una morte tanto atroce.
Il martirio dunque, per il nostro anonimo, è prova dell’esistenza dello spirito santo e quindi della veridicità della Bibbia e della giustezza degli insegnamenti della chiesa.
In realtà il martirio dimostra solo che il martire crede in alcune cose e non che queste cose esistano veramente; ne tanto meno dimostra di per sé che siano le uniche cose giuste per le quali morire.
Ogni epoca e ogni civiltà ha prodotto martiri, di tutti i tipi, di tutte le ispirazioni, religiose, civili e filosofiche.
Se il martirio fosse la prova inconfutabile dell’azione e dell’esistenza dello spirito santo allora esso dovrebbe esistere solo nella religione cristiana, cosa che palesemente non è.
Per quale motivo lo spirito santo avrebbe, per esempio, dato la forza e il sorriso per farsi uccidere a persone che difendevano principi che con la chiesa non c’entravano assolutamente nulla o che rispetto alla chiesa remavano addirittura contro?
Il martire testimonia solo sé stesso, solo le proprie idee, solo il proprio orgoglio.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

pensavo alla questione del martirio..quando è puro fanatismo? e quando invece è l'accettazione serena di un destino inevitabile, scritto col fuoco dello spirito in alcune anime che nascono sapendo già che porteranno il giusto lievito per la coscienza del mondo, e proprio per questo pagheranno, a sentire i loro accusatori, con la vita? ma che cos'è la Vita? esistenza fisica? credere in un ideale e incarnarlo fino in fondo? chissà. forse per ognuno ha un diverso valore. a breve posterò sul mio blog un brano tratto dal fedone di platone, in cui socrate spiega ai suoi cari amici e discepoli perchè accetterà serenamente di bere la cicuta piuttosto che cercare una facile fuga da atene per, magari, continuare a diffondere il proprio pensiero altrove. sarà bello confrontarci su questo punto, fleg.

a proposito..secondo te, che cos'è lo spirito santo?
baci

Anonimo ha detto...

lo spirito santo?
per me è un'invenzione.Il martirio diventa un problema quando viene strumentalizzato da chi rimane vivo.
quando si è semplicemente vittima della propria testimonianza, quando in alcun modo si danneggia il prossimo allora il martirio è testimonianza di quanto grande possa essere l'essere umano.

Anonimo ha detto...

il martirio ha sempre finito per essere stumentalizzato dai vivi. chi non sa essere grande in sé deve adombrarsi della gloria di qualcun altro, forse è inevitabile. eppure, se penso ai più grandi martiri della storia dell'umanità, l'unico messaggio che abbiano mai lasciato dietro di sé è stato di seguire il loro esempio, nella vita di ogni giorno. ma queste persone di tanto in tanto riappaiono tra noi a rinnovare il ricordo, quindi non lasciamoci abbattere, qualcuno deve amarci davvero, lassù. forse, dovremmo cominciare a credere di esserne degni, non trovi?

Anonimo ha detto...

il fatto che ci siano dei martiri significa per me proprio che lassù evidentemente non c'è nessuno che ci ama...penso che dobbiamo imparare ad essere degni di noi stessi e nient'altro.
il martirio rimane una prova della brutalità del mondo..brutalità alla quale si puo opporre,quando se ne ha la forza, solo la propria forza d'animo o la propria disperazione.